Capitolo 41. M. o N. "Curantur di similibus di Similia."

G.J. Whyte-Melville

aggrottare le ciglia--che il loro prossimo saluto, liberato dalle ansie terrene, rilasciato da guai terreni, deve essere scambiato, a nessuno distante periodo, in cielo. Lui rispettò decisamente, mentre stampando una carezza sulla sua morta moglie fronte senza genere dell'emozione, e così andato via la stanza, mormorando indistinte ed incoerenti sillabe vagamente certe in che il parole "Nina" e "Bargrave" erano intelligibili da solo. Maud vide suo generi alla sua stanza, e lo consegnò alle mani di il suo valletto, essere messo a letto senza dilazione. Poi lei andò il cenare-stanza, e si costrinse a mangiare una crosta di pane, bere un solo vetro di sherry. "Io avrò bisogno tutta la mia a-notte di forza," pensiero la ragazza, prendersi cura di papà povero e sistema circa il funebre e tali questioni come lui non può frequentare--il funerale! O, madre, la cara, gentile madre! Io non ero mezzo buono abbastanza a Lei mentre Lei era con noi, ed ora--ma io non piangerò--io non piangerò. Ci sarà tempo

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