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armi, per io avevo sentito nell'aria gelida e silenziosa un suono che ha portato mio cuore nella mia bocca--la rubinetto-picchio del bastone dell'uomo cieco sul strada gelato. Disegnò più vicino e più vicino, mentre noi sedemmo, mentre tenne il nostro alito. Poi colpì acuto sulla porta di locanda, e poi noi potremmo sentire il manico essendo girato e la freccia che sbatte come il disgraziato essendo tentato di entrare; e c'era poi un tempo lungo di silenzio ambo fra e senza. Finalmente il picchio ricominciò, e, alla nostra gioia indescrivibile e gratitudine, morì lentamente via di nuovo finché cessò essere sentito. "Madre", disse io, "prenda gli interi e stia andando", per io ero sicuro la porta lanciata è dovuta sembrare diffidente e porterebbe l'intero il nido di calabrone su orecchi nostri, sebbene come grato ero io che io avevo lo lanciato, nessuno potrebbe dire chi non aveva incontrato mai che uomo cieco e terribile. Ma mia madre, spaventò come lei era, non acconsentirebbe prendere un
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