Capitolo 21. Il Soldato Rotto e la Domestica della Francia

Henry Van Dyke

Il prete si inclinò in avanti, le sue mani protesero circa il soldato. "Ma Lei è un eroe", lui pianse. "Mi permetta di abbracciarLa!" Il soldato disegnò di nuovo, mentre scuotendo la sua testa malinconicamente. "No", lui disse, la sua voce rompendo--"no, mio padre, Lei ora non deve abbracciarmi. Io sono potuto essere un uomo coraggioso una volta. Ma ora io sono un codardo. Mi permetta di dirgli tutto. Mio ferite erano cattive, ma non disperato. Il _brancardiers_ mi portò in giù a Verdun, di notte io suppongo, ma io ero inconscio; e così al ricoveri in ospedale a Vaudelaincourt. C'erano giorni e notti della vacuità mescolato con dolore. Poi io venni ai miei sensi ed avevo resto. Era meraviglioso. Io pensai che io ero morto ed ero andato in paradiso. Dio esso era stato così! Poi io sarei dovuto essere col mio tenente. Loro mi dissero lui era passato via nella ridotta. Ma quel ospedale era bello, così pulito e quiete ed amichevole. Quelle balie bianche erano angeli. Loro

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