Capitolo 22. I Poemi di Enrico Van Dyke

Henry Van Dyke

Perché lui mi benedirebbe, ogni anno, Con "_Sweet--dolce--dolce--cheer._ molto allegro" 1895. LA GIALLO-GOLA DI MARYLAND Quando maggio adorna gli alberi nudi Con fiocchi e ricami, E molte violette dagli occhi azzurri radiano Lungo gli orli del ruscello, Io sento una voce che sembra dire, Ora vicino a mano, ora lontano via, "_Witchery--il witchery--witchery._" Un incantesimo così sereno, Così innocente, conviene la scena: C'è magico nella nota di quel piccolo uccello-- Veda, là lui aleggia--la Giallo-gola; Un sunbeam vivente, fornito di punta con ali, Una scintilla di luce che splende e canta "_Witchery--il witchery--witchery._" Lei profeta con un nome piacevole, Se fuori di Mary-terra Lei venne, Lei conosce il modo che là va Dove il bel giardino di Mary cresce: Voli rapidamente indietro a lei, io prego, E tenta di chiamare suo in giù così, "_Witchery--il witchery--il witchery!_" La dica per lasciare le sue loglio-guscio,

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