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Che ruscelli ignoti che mormorano nel crepuscolo, O caduta di traverso la rupe con l'oscillando barlume. Ah, non per loro propria causa è terra e cielo Ed i ministeri equi di Natura caro, Ma come loro si misero al motivo Quello riempe la nostra vita; come luce misterioso Flussi da fra e glorifica il mondo. Per così un fiore lungo la strada e comune, toccò Con pensiero di nave appoggio, presume una grazia più dolce Che le corone il giglio reale del Sud; E così un profumo bene-ricordato sembra L'alito di uno che inspira Paradiso. 1872. TRE SONETTI ALPINI IO IL GHIACCIAIO Ad alba in silenzio il ruscello possente si muove, Le onde argento-munite di cresta nessun mormorio fa; Ma lontano via la veglia funebre di valanghe Il brontolio echeggia, smussi come in un sogno; I loro tuoni momentanei, mentre morendo, sembri Precipitare nella calma, si sfaldi da fiocco, E lascia le arie cavo con niente per rompere L'incantesimo gelato della solitudine supremo.
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