Capitolo 38. I Poemi di Enrico Van Dyke

Henry Van Dyke

Profondo nel suo petto un'agitazione dolce entusiasma; Guardi dove il gelsomino sta piovendo prodigamente La doccia dorata di Jove nel seno di Danaee! Ora sul susina-albero un fiore nevoso è setacciato, Ora sul pesca-albero, la gloria della rosa, Lontano l'o'er le colline che una foschia tenera è andata alla deriva, Pieno all'orlo i flussi di fiume gialli. Rami di cipresso scuri con brillio di gioielli vivido, Più verde che smeraldi che splendono nel sole. Donde viene alla magia? Ascolti, bella, ascolto! Il beffardo-uccello sta cantando: Primavera è cominciata. Ascolti, nella sua canzone nessun tremore dell'apprensione! Tutto il suo cuore che lui versa nella sua disposizione,-- "Con amore, amore, amore, e delizia pura di vivere: Inverno ha dimenticato: ecco un giorno felice!" Equo nella Sua faccia io lessi il presagio fiorito, Nevoso sul Suo sopracciglio e roseo sulla Sua bocca: Dolce nella Sua voce io sento la comunicazione della stagione,--

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