Capitolo 44. I Poemi di Enrico Van Dyke

Henry Van Dyke

Ed arrischia un viaggio che loro non conoscono dove,-- Volare via ed essere libero! La marea perde il harbour,-- La marea bassa, la marea lenta il declino o' la baia illuminata dalla luna,-- E le piccole navi che cullano a àncora, Sta arrotondando e sta girando i loro archi al verso l'interno, agognando Respirare l'alito del lido sole-scaldato, Rimanere nella protezione della terra di collina alta,-- Tenere il loro porto e soggiorno! Il mio cuore va tondo coi vasi,-- Il mio cuore selvatico, il mio cuore di bambino, in amore col mare e la terra,-- E la svolta o' la marea passa attraverso lui, Nel sorgendo e precipitare con correnti mistiche, chiamando A mattino, variare dove il lontano schiuma di onde, Di notte, ad un harbour nella vera casa di amore, Coi cuori che capiscono! Sigilli Harbour, il 12 agosto 1911. SIERRA MADRE Montagne di Madre di O! levandosi ad ondate lontano alle neve-terre,

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