Capitolo 68. I Poemi di Enrico Van Dyke

Henry Van Dyke

Tu shalt è mio risuola compagno quando io vedo Thee come Tu l'arte. "Da Thy trono distante in gloria, baleni sulla mia vista interna, Riempa il mezzanotte del mio spirito con lo splendore della luce di Thy. "Ogni Thine gli altri regali e benedizioni, misericordie comuni che io disconosco; Separato dai miei fratelli, io vedrei Thy affrontare da solo. "Io ho guardato ed io ho aspettato come un waiteth il mattino: Ancora il velo non è alzato mai, ancora Tu il leavest io abbandonato. "Ora io cerco Thee nel deserto, dove gli eremiti santi indulgono; Accanto al Serapion santo, io troverò là, una cella solitaria. "Là finalmente Tu appassisca sia grazioso; là la presenza di Thy, lungo-nascosto, Nella solitudine e fa tacere al mio cuore sarà rivelato. "Tu appassisca venuto, ad alba o crepuscolo, o'er le onde rotolanti di sabbia; Io vedrò Thee chiudere accanto a me, io toccherò Thy forò mano. "Ecco, il pellegrino di Thy si inginocchia prima Thee; benedica il mio viaggio con una parola;

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