Capitolo 86. I Poemi di Enrico Van Dyke

Henry Van Dyke

Aveva portato notizie contente. Ma a lei da solo Nessun angelo entrò, per il coro di suono Era vacante nel tempio della sua anima, Ed all'adorazione mancò la sua corona dorata di canzone. Quindi quando da visione confusa e rese perplesso Lei vide che tutto il mondo non poteva essere visto, E seppe lei non poteva sapere l'intera della vita A meno che un cancello ignoto dovrebbe essere dissigillato, Lei si sentì imprigionata. Nel suo cuore là crebbe La pianta strisciante ed amara della scontentezza, La pianta che solamente cresce in suolo di prigione, Di chi radice è fame e di chi frutta è il dolore. Le primavere di ancora si diletti e la gioia tranquilla Fu esaurito come asciutto come polvere di deserto per alimentare Quella vite di mai-in fiore cui clung dei viticci Con lo strangolando tocco circa il fiore della vita E lo fece appassirsi. Vera non poteva rimanere All'interno dei limiti del suo mondo silenzioso; Lungo i suoi percorsi muti e desolati lei errò

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