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L'allenatore di maestà che viene sul ponte levatoio, corse fuori, e detto al Governi, la "Sua Maestà è benvenuta a questo castello del mio Dio Marchese di Carabas." "Cosa! il mio Dio Marchese", pianse il Re, "e fa anche questo castello appartenga a Lei? Non ci può stare bene niente gli edifici grandiosi che lo circondano; ci permetta di vedere l'interno, se Lei per favore." Il Marchese diede la sua mano alla giovane Principessa, e seguì il Re, chi prima andò. Loro passarono nella grande sala, dove loro fondarono un collazione magnifica che l'Orco aveva preparato per i suoi amici che era quel molto giorno per visitarlo, ma osò non entrare, mentre sapendo il Re era là. La sua Maestà, incantata con le buone qualità del mio Dio di Carabas, come era anche sua figlia che si era innamorata violentemente con lui, e vedendo l'appezzamento di terreno enorme lui possedette, detto a lui:-- "Dovrà solamente a Lei, il mio Dio Marchese se Lei non è mio
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