Capitolo 13. Il Mantooth

Christopher Leadem

con pellicce, il suo essere di ferite trattato dalle mani calmanti di un donna-bambino. Elevandosi debolmente, lui girò come se in un sogno per guardare sulla faccia del suo redentore. Lei era, senza domanda, la donna più desiderabile che lui mai aveva visto. Giovane ed equo, i suoi capelli sole-striati ed occhi verdi ed oro-chiazzati erano accentuato e contrappose da pelle di bronzo e ciondoli di argento. I suoi muscoli erano lisci e tondo; il contorno dei suoi seni mostrò pieno sotto di un indumento tessuto il piace di che lui non aveva visto mai. Suo raiment, davvero i suoi molti toni di faccia e gesti, apparsi a lui strano ed esotico, e sembrò apparente che lei era venuta da una terra lontano via. Gesti semplificati che usano, lui tentò di chiedere a lei lei era chi, e che passaggio ignoto che era che lui aveva trovato. Per lui sentì che lui ancora era sottosuolo profondo, e fu confuso dal firelight che balla e

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