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ancora una volta scivolato in attraverso l'oscurità per essere col donna-bambino lui aveva aiutato. Sentendo il suo umore esso non aveva tentato di attirarla attenzione, ma aspettò pazientemente invece una distanza corta dall'altare. Kalus lo vide. Lui aguzzò. Grato per l'intrusione, Sylviana discese i passi ed andò a lo saluti. Andando in giù su un ginocchio lei lisciò dolcemente il molle, pelliccia argento-grigia, arruffando il suo orecchio e guardando fisso nel pacato, occhi intelligenti. Lui sembrò accettare prontamente la presenza del uomo-bambino, ed ora la ricordò a più di un cucciolo innocuo che del predatore selvaggio che lei ha conosciuto che lui deve essere fuori nel mondo. Era Akar, chiaramente. 'È del tutto corretto', lei cominciò di nuovo, mentre rivolgendosi di nuovo alla sua creatura umana compagno. 'Lui non La farà male. Il lupo è il mio amico.' 'Sì', Kalus risposto senza pensare. 'Io lo so bene--- 'Sylviana!' lui balbettò. 'Io parlo! La mia mente è tutta circa me.
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