Capitolo 39. La Coniatura

Elbert Hubbard

desiderato appeso su una sedia; il paio corretto di scarpe, levigò come un rispecchi, era a portata di mano, e sul mantel una rosa mezzo-senza fiato era, col rugiada ancora su lui, per un boutonniere. Giù dalle scale, la colazione, caldo e santoreggia, aspettò. Quando il buon uomo era pronto andare all'ufficio, silenzioso come un'ombra Samuele stato in piedi nell'atrio, con soprabito, cappello e canna disponibile. Quando il tempo stava minacciando, un ombrello fu sostituito per il canna. La porta fu aperta, ed il padrone partì. Quando lui ritornò a crepuscolo, sul suo approccio la porta dondolò larga. Samuele non prese mai una vacanza; lui sembrò non mangiare od o dormire. Lui era vicino sempre quando ebbe bisogno; lui scomparve quando lui deve. Lui non seppe niente e lui seppe tutto. Per settimane una parola passerebbe appena tra questi uomini, loro capito così bene l'un l'altro. L'avvocato cominciò ad avere una grande affezione per il suo servitore.

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