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il palazzo del Doge, giri la prora, e colpisca fuori per Murano, senza accompagni ma quel vecchio custode sordo. Due volte per settimana, martedì e Venerdì--sempre a solo la stessa ora, nonostante il tempo--noi vedrebbe la vecchia luce gobba le lampade, ed in alcuni momenti il Padrone apparirebbe, piegi sul suo accappatoio nero, avanzi nella barca, prenda il remo e via loro andrebbero. Era a Murano sempre, e sempre a lo stesso sbarco--uno dei nostri gondolieri li aveva seguiti molto tempi, solo fuori della curiosità. Finalmente venne agli orecchi di Pascale che Gian ha preso questo regolare inciampi a Murano. "È un appuntamento", Pascale detto. "È peggiore che quello: un'orgia fra quelli lacemakers ed i vagabondi della vetreria. Oh, pensare che Gian dovrebbe chinarsi a tali cose alla sua età--il suo l'ascetismo finto è ma una maschera--ed alla sua età!" Gli studenti di Pascale lo presero su, ed una volta entrò in collisione con quello Tiziano di Cadore che loro dicono ruppe su un barca-gancio la testa di uno
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