Capitolo 89. La Coniatura

Elbert Hubbard

e quando io non trovai una barca là sarebbe visto--i tre barcas e mio gondola fu andata. Io pensai che io potessi vederli, fuori attraverso la nebbia, un trimestre di un miglio via. Io chiamai ad alta voce, ma nessuna risposta ritornò ma il vento che sibila. IO era in disperazione--loro stavano rubando la mia barca, e se loro non rubassero esso, sarebbe distrutto certamente--mio tutti, la mia barca preziosa! Io piansi e wrung le mie mani. Io pregai! Ed i venti urlanti funzionarono solamente gridando e ridendo circa gli angoli dell'edificio. Io vidi una luce baluginante in giù la spiaggia ad un piccolo sbarco. Io corsi esso, è probabile che sperando alcuno gondoliere si trovi chi mi altererebbero finito al città. C'era una barca allo sbarco ed in lui un gobbo, suono addormentato, coperto con una tela. Era la barca di Gian Bellini. Io scossi il gobbo in mancanza di sonno e l'implorò alterarmi attraverso al città. Io gridai nei suoi orecchi sordi, ma lui finse di non capire io. Poi io lo mostrai la moneta di argento--la tariffa duplice--e sperimentato a

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