|
"Sì, li porti attraverso il passaggio scuro, sottoterra." Kirsha andò fuori. Trirodov fu lasciato in pace. Lui aprì l'il cassetto di suo scrivere-tavola, prese una brocca stranamente sagomata di vetro verde riempito con un fluido scuro, e guardò nella direzione del segreto porta. A quel istante aprì quietamente e facilmente. Un ragazzo pallido, quieto entrato e guardò a Trirodov con suo spassionato ed innocente, ma capendo occhi. Trirodov andò su da lui. Un rimprovero era maturo sulla sua lingua ma lui non poteva dirlo. La pietà e clung della tenerezza ai suoi labbra. Silenziosamente lui dato la brocca strano-sagomata al ragazzo. Il ragazzo andò quietamente fuori. CAPITOLO III Le sorelle entrarono in un boschetto folto d'alberi. I molti giramenti del percorso li fecero preso da vertigini. Improvvisamente le torrette della vecchia casa svanirono da vista. Tutto circa loro presunse una poco familiare occhiata. "Noi sembriamo avere perso il nostro modo", Elena detta allegramente.
|