Capitolo 5. Secondo aprile

Edna St. Vincent Millay

E mi scopò prima su, Preso da vertigini come un bastone turbinoso, Coltivi io ancora una volta sentii la terra. Tutta la terra fu lavorata a giornata e fu annerita, Fuoco aveva scopato da polo per munire di pali; Ed il fondo del mare Era fragile come una ciotola; E la montagna-cima costruito in legno Era nudo come un cranio,-- Nulla andò via, nulla andò via, Della Terra così bello! "Terra", dissi io, "come posso lasciarLa?" "Lei è tutto che io ho", dissi io; "Quello che è andato via a prendere la mia mente su, Vivendo sempre, e Lei morto?" "Parli!" Dissi io, "Oh, mi dica qualche cosa! Faccia un segnale che io posso vedere! Per un ricordo! Tenere sempre! Rapido!--prima che a Dio manco io!" Ed io ascoltai per una voce;-- Ma il mio cuore era tutto che io ho sentito; Non una strillo-gufo, non un loon, Non un albero-rospo disse una parola. Ed io aspettai un segnale;-- Carboni e scorie, nulla più; Ed una piccola nube di fumo Stando a galla su un pavimento di valle.

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