Capitolo 26. Ballata di altopiano

Christopher Leadem

la mollezza che protegge come un innamorato, poi fondi alla sua confusione che lui stava piangendo. Questo era qualche cosa che lui non aveva fatto fin dall'infanzia. Lui tentato di controllare le ferite lacere ma non poteva, come tutto il dolore e paura di gli ultimi tre anni, e di quel giorno terribile, versò fuori di lui. Lui pensò alla ragazza e lui seppe, addirittura poi, che sebbene pericolo ancora lo circondò, lui deve vederla di nuovo appena era in salvo possibile. Per lui aveva contenuto la sua immagine di fronte a lui come un'icona ed un luce che guida attraverso gli anni della prigionia brutale, mettendo la sua speranza, e tutto il suo cuore, nella credenza che lei è rimasta vivo e libero. Che lei non l'amò in ritorno, ma amò un altro, non sembri ora importarsi. Nulla si importò a meno che lui deve vederla, e parla a lei, e le dice quello che lei volle dire a lui. Poi lui sarebbe contento, e volentieri posò in giù vita sua. Con ferite lacere che ancora lo feriscono, lui percorse la nicchia nell'adiacente

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