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morte-garantisca di Paine, salvare la sua propria testa" morì la morte che lui aveva riservato per Paine; Marat, "il nano terribile", orrendamente onesto, paurosamente sincero, geloso ed impaurito di Paine, suggerendo che lui era l'emissario segreto dell'Inghilterra, fu pugnalato alla sua morte da una donna mano. E tra il chiasso, scappi essendo impossibile, ed anche indesiderabile, Tommaso Paine scrisse la prima parte di "L'Età di Ragione." La seconda parte fu scritta nella prigione di Lussemburgo, sotto l'ombra della ghigliottina. Ma la vita è solamente una frase di morte, con un proroga indefinita. Prigione, a Paine non era ogni oscurità. Il carceriere, Benoit era benevolo e curò teneramente suo non disposto ospiti come i suoi bambini. Quando loro andarono via per la libertà o per morte, lui li baciati, e diede ciascuno un piccolo anello in che fu inciso il sola parola, "Mizpah." Ma finalmente Benoit, lui fu condotto via, e ci non era nessuno per baciare la sua guancia, né dargli un anello ed uggiolare
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