Capitolo 6. Il suo Cane

Albert Payson Terhune

sguardo fisso era né fiero né facendosi piccolo. Contenne piuttosto tale espressione come, Dumas ci dice, l'Athos ferito girò D'Artagnan--l'aspetto di uno in bisogno dolente di aiuto, e troppo orgoglioso supplicare per lui. Collegamento che Ferris non aveva sentito mai di Dumas, né dell'immortale moschettiere. Nessuno i meno, lui potrebbe leggere quell'occhiata. Ed esso fatto appello a lui, come nessun ululato dell'angoscia avrebbe potuto fare appello. Lui si inginocchiato accanto al cane di sofferenza e precipitò ad esaminando i suoi mali. Il cane era un collie--bello di testa, sweepingly aggraziato di fiancheggi, potente e cattivo rivestì. Il fango sulla sua distesa di nevoso collare di torace ed il grasso sulla sua schiena marrone e scura erano facili a spieghi per, anche Collegare l'immaginazione nessuno-troppo-acuta di Ferris. Colleghi, nelle sue proprie lunghe camminate faticose occasionali lungo questo pezzo di strada statale,

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