Capitolo 57. Il Caso Strano del Dott. Jekyll ed il Sig. Hyde

Robert Louis Stevenson

Londra frugò; era invano; ed io ora sono persuaso che mio prima approvvigionamento era impuro, e che era quell'impurezza ignota quale prestò l'efficacia al tiro. Circa una settimana è passato, ed io ora sto finendo questa asserzione sotto l'influenza dell'ultimo dei vecchi polveri. Questo, poi, è l'ultima volta, corto di un miracolo che Enrico Jekyll può pensare suoi propri pensieri o vede la sua propria faccia (ora come malinconicamente alterò!) nel vetro. Né io devo differire 108) troppo lungo portare la mia scrittura ad una fine; per se il mio resoconto ha distruzione fin qui scappata, è stato da una combinazione di la grande prudenza e la grande buon fortuna. Debba le doglie di cambio mi prenda nell'atto di scriverlo, Hyde lo lacererà in pezzi; ma se alcuna durata sarà passata dopo che io l'ho posato da, il suo l'egoismo meraviglioso ed il Circoscrizione alla volontà di momento probabilmente ancora una volta lo salvi dall'azione di suo scimmia-come

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