Capitolo 24. Il Caso Strano del Dott. Jekyll ed il Sig. Hyde

Robert Louis Stevenson

obbligazione, un ignoto ma non una libertà innocente dell'anima. IO mi saputo, al primo alito di questa vita nuova essere più cattivo, dieci volte peggiore, venduto un schiavo a mio originale cattivo; e il pensiero, in quel momento fermò e mi deliziò come vino. IO protese le mie mani, mentre esultando nella freschezza di questi sensazioni; e nell'atto, io ero improvvisamente consapevole che io avevo perso in statura. Non c'era nessun specchio, a quella data, nella mia stanza; che che bancarelle accanto a me come io scrivo, fu portato là più tardi e per il molto scopo di queste trasformazioni. La notte comunque, era lontano andato nella mattina--la mattina, annerisca come era, era quasi maturo per la concezione del giorno--i detenuti di mio casa fu chiusa di ore più rigide di sonno a chiave; ed io deciso, allineò il testo come io ero con speranza e trionfo, avventurarsi in la mia forma nuova come lontano come alla mia camera da letto. Io attraversai il recinto, dove

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