Capitolo 34. Il Caso Strano del Dott. Jekyll ed il Sig. Hyde

Robert Louis Stevenson

sonnellino di mattina. Io ancora fui impegnato così quando, nell'uno di mio più momenti insonni, i miei occhi precipitarono sulla mia mano. Ora la mano di Enrico Jekyll (come Lei remarked spesso hanno) era professionale in forma e taglia: era grande, ditta, bianco e bello. Ma la mano che io ora la sega, chiaramente abbastanza, nella luce gialla di una mezzo-Londra mattina, metà bugiarda chiuse sulla biancheria e coperte da letto, era magro, corder, knuckly, di un pallore fosco ed ombreggiò spessamente con una crescita di swart di capelli. Era la mano di Edward Hyde. Io ho dovuto fissare su lui per metà vicina un minuto, affondato come io era nella stupidità mera di si chiede, prima che terrore si svegliò in mio affronti improvviso e sorprendente come l'incidente di cembali; e limitando dal mio letto io rivestii di vimini allo specchio. Alla vista che soddisfatto i miei occhi, il mio sangue fu cambiato squisitamente in qualche cosa sottile

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